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Silvia Giralucci presenta il suo libro: "L'inferno sono gli altri"

Di Redazione VicenzaPiù | Mercoledi 22 Febbraio alle 09:43 | non commentabile

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Silvia Giralucci  -  Venerdì 24 febbraio, ore 17.30 alla Libreria Il Gufo, via Dante 3/A Thiene (Vicenza)Silvia Giralucci presenterà il suo libro "L'inferno sono gli altri" lla ricerca di mio padre vittima delle Br nella memoria divisa degli anni Settanta. Ed. Mondadori Strade Blu. Interverranno il prof. Francesco Valerio e la prof.ssa Maria Sole Manzardo. Un libro sugli anni Settanta che ha l'obiettivo di ripercorrer un periodo delicato e mai rielaborato della storia del nostro Paese per tentare di ricucire le ferite.

"L'inferno sono gli altri", di Silvia Giralucci, verrà presentato venerdì 24 febbraio alle 17.30 presso la libreria Il Gufo in via Dante 3/A Thiene (Vicenza). Con l'autrice, figlia della prima vittima delle Brigate Rosse, interverranno il prof. Francesco Valerio e la prof.ssa Maria Sole Manzardo. Il libro è dedicato alla ricostruzione della seconda metà degli anni Settanta a Padova, quando la città universitaria divenne teatro di una violenza diffusa (oltre cinquecento attentati in tre anni e un centinaio di aggressioni a persone) che non ebbe - per densità - pari in Italia. E' un libro non di storia ma di storie. La stessa vicenda infatti è narrata da punti di vista antitetici e inconciliabili: dal magistrato, Pietro Calogero, che indagò sull'Autonomia e arrivò a mettere in carcere i vertici dell'organizzazione con il blitz del 7 aprile 1979, agli autonomi, a uno dei loro bersagli, il professor Guido Petter. "Il mio - spiega Silvia Giralucci - è un tentativo di costruire un racconto, un mosaico di memorie divise, che possa aiutare chi non c'era a farsi un'idea di quel periodo, e chi c'era a ripensare a quegli anni avendo presente anche il diritto di chi all'epoca veniva considerato "nemico" a un'esistenza. L'idea di fondo è che con l'ascolto di punti di vista diversi dal proprio si arrivi non a una memoria condivisa (perché per ciascuno l'unica memoria possibile è quella legata alla propria esperienza) ma a una storicizzazione della propria memoria, a una contaminazione con l'altro, al riconoscimento del suo diritto all'esistenza e al racconto".  "Spero - prosegue l'autrice - che la presentazione a Thiene possa essere l'occasione per parlare anche dei tre ragazzi che saltarono in aria all'indomani del 7 aprile con la bomba che stavano preparando proprio per reagire al blitz di Calogero, per capire se, e quale, memoria è rimasta di quel fatto nella comunità a cui appartenevano".

Angelo Dal Santo, Roberto Graziani e Maria Antonietta Berna, che, il 10 aprile 1979, tre giorni dopo il blitz di Calogero che portò in carcere i vertici dell'Autonomia operaia organizzata, morirono nell'esplosione accidentale della pentola a pressione piena di polvere di mina con cui stavano preparando un ordigno. I tre giovani appartenevano ai Collettivi politici veneti (l'ala "militare" dell'Autonomia operaia organizzata) e stavano con ogni probabilità preparando un attentato di protesta contro la retata dei loro compagni. A questa morte ne seguì una quarta: Lorenzo Bortoli, compagno di Maria Antonietta, e intestatatario dell'appartamento in cui era avvenuto lo scoppio venne arrestato assieme a altri 13 militanti nell'inchiesta che seguì l'esplosione e si suicidò in carcere due mesi dopo.
"Mi ha colpita  - spiega Silvia Giralucci - in modo particolare la foto dei funerali di Angelo Dal Santo, che circola su Internet nei siti della sinistra antagonista, Mostra il feretro che entra nella fossa circondato da centinaia di ragazzi con il pungo chiuso alzato in aria. Nonostante la cerimonia fosse stata blindata dalla polizia, erano riusciti a raggiungere il cimitero utilizzando piccole strade che attraversavano i campi. C'è già in questo episodio il dramma delle memorie divise che è alla base del mio libro, e che i decenni successivi non hanno elaborato. In questi anni di studio, mi sono convinta che l'unica via "per guardare con serenità al futuro" sia l'ascolto, anche se spesso è molto faticoso". 

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